Ao? È uscito un altro Nosferatu?
- Emanuele De Santis
- 21 gen 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Bram Stoker è stato ripescato dall’oblio per l’ennesima volta, e probabilmente succederà fino a quando il sole non esploderà e la terra con lui, è già successo un’ottantina di volte prima di oggi e tutto questo per dire che sì, in questa recensione ci saranno degli spoiler - data la ripetitività degli adattamenti cinematografici.
La storia è quella: il conte, il castello, il tizio che prende e fa il viaggio della speranza, la signorina a casa, il bordello: tutto bello e bellissimo, ma è quello, quello e sempre quello, quindi oggi parliamo della realizzazione e quindi di Eggers e il suo team.

Il lungometraggio è piacevole e godevole: la solita bella fotografia - che se non fosse bella con i miliondollari di budget ci sarebbe da preoccuparsi e seriamente - le solite belle scenografie, le solite belle location - anche perché se in Nosferatu sbagli le location ci sarebbe da preoccuparsi e seriamente. Quindi cosa giudichiamo? Ecco, partirei dall’impostazione del genere cinematografico. Non è un horror, vuole essere un horror, canna in pieno e lo fa pateticamente. Lo spettatore del 2025 è istruito e prontamente intelligente. Non è il periodo prima del Covid, questo, il cinema è fottutamente esploso e con lui gli esperti o gli spacciati tali, e con essi è arrivata la gente che segue gli esperti e gli spacciati tali anche solo e solamente per rimanere informata, come la politica è argomento di interesse e di dibattito comune, ora lo è fortemente anche il cinema, e forse è proprio il cinema che sta sostituendo la politica, e chi non guarda il cinema se non quelli fuori dal mondo? Beh, quelli fuori dal mondo seguono la politica, ed eccoci! Ecco perché al governo, nel 2025, ci sono solo ritardati - in quasi ogni stato eh, non solo da noi -, ma non siamo qui per fare un saggio politico. (E mi raccomando, si scherza, si fa satira, si fanno i battutoni qui).
Di che parlavamo? Ah, genere cinematografico, sì. Questo Nosferatu è un thriller ben riuscito, con momenti di ansia persistenti e godevoli, ma di spavento zero. Stavo lì e quando voleva farmi spaventare scuotevo la testa, qualcuno in sala rideva. Il buon Eggers ha aggiunto due jumpscare che ho trovato addirittura irrispettosi, non servivano, erano praticamente decontestualizzati e onestamente mi hanno fatto meno paura di quella volta che c’era un piccolo gomitolo creatosi da dei fili staccati da una maglietta nella mia camera, a sembrare un ragno: lì son saltato in aria, con i jumpscare di sto Nosferatu no. Comunque un gran bel thriller.

Succede, non troppo spesso, d’innamorarmi - al cinema. Conclusosi il film nel quale c’è stato questo processo d’invaghimento mi siedo e sorrido, poi capisco. Non m’innamoro quasi mai del regista, quasi mai del protagonista in quanto tale: m’innamoro dell’insieme dei personaggi, e continuo ad amarli trasposti nella realtà. Guardo un lungometraggio, lo assorbo e lo faccio mio, mi piace talmente tanto - mi ha trasmesso emozioni così forti - che lo amo, all’impazzata, e con lui TUTTO il cast, tutto, indiscriminatamente tutto. Mi vengono in mente tre esempi di film con i quali è successo: -The Wolf of Wall Street, visto da adolescente e mai smesso di amarne ogni singolo secondo di quelle tre, velocissime, ore. DiCaprio mi è entrato in testa, non posso smettere di guardare Jonah Hill senza essere felice, amo alla follia anche Jon Bernthal, perché mai qualcuno dovrebbe amare alla follia Jon Bernthal? -Asteroid City, incredibile pace dei sensi, Scarlett Johansson perché ti sei rovinata con la Marvel? -Bullet Train, e questo film e tutta questa precedente introduzione allo stesso solo per giustificare la recitazione pessima di Aaron Taylor-Johnson in Nosferatu, che, ahimè, ho notato anche io alcuni momenti, ma non me ne è importato.
Per il resto, un cast decente con qualche alto e qualche basso. Lily-Rose Depp(Ellen Hutter) un sei e mezzo, un buon lavoro. Nicholas Hoult(Thomas Hutter) da cinque e mezzo, un attore che proprio non riesco a farmi piacere, ma è più gusto personale. Willem Dafoe(Willem Dafoe) il solito dieci, dieci al quale si aggiunge anche Emma Corrin(Anna Harding), poche battute ma incalzate in maniera fenomenale, mi pesavano proprio sul cuore, una recitazione che mi ha preso e portato a spasso, era elettrizzante!

Quindi? Come lo giudichiamo? Date un otto a questo film! è un compito ben eseguito e addirittura qualcosa di più. La storia di Nosferatu è resa perfettamente con un picco di piacere nell’ultima, eccitante, mezz’ora, dove son susseguiti fatti e colpi di scena, ed eventi non scontati e decisamente calzanti alle modalità con le quali l’opera s’era portata avanti fino a quel momento, un climax perfetto.


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