Il pasto nudo di David Cronenberg, la recensione
- Emanuele De Santis
- 19 mar 2024
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 15 mag 2024
Il consiglio senza spoiler
Sarò onesto, voglio invitarvi a guardarlo ma senza aggiungere altro, se proprio non ce la fate a cominciar la visione senza qualche spoiler, leggete anche le prime righe della “recensione con gli spoiler”, ma è mio forte consiglio non farlo, “Pasto nudo” è da vedere e basta, ogni anticipazione è peccaminosa.
Recensione con gli spoiler
VOTO 8,00/10
Con un mio amico parlavo, proprio qualche minuto fa, dell’inaspettato che quest’opera suscita nello spettatore. Per chi - come me - guarda i film basandosi solamente sulla copertina, sapendo solo chi è il regista e poco più, questo lungometraggio è stata veramente una sorpresa. Non sapendo che l’autore originale fosse quel folle di Burroughs mi sono approcciato alla visione aspettandomi il solito body-horror “leggero e tranquillo” cronenberghiano, ed è stato lì che mi sono preso una sonora sveglia delle dimensioni - in forza - d’un pugno di quel Mike Tyson appena uscito di prigione.
“Dopo esser arrivato alla fine di questo film me lo merito di dormire” ho scritto nelle mie personali note che lascio ai posteri ogni mio fine giornata. Erano le ventitré ed ero troppo stanco per vivere nel produttivo - in parole povere, troppo stanco per fare cose che implicassero il banale muovermi - il sonno non m’era croce e delizia, m’era solamente croce e croce, troppo stanco per fare ma troppo scombussolato per distendermi e dormire, un’insonnia che ballava il rock quando chiudevo gli occhi e lo zombieggiare per casa che s’impadroniva di me quando me ne stavo in piedi, vedere un film e rilassarmi con lo stesso m’era l’unica opzione per uscire dalla mortale trappola, ma già stavo vivendo un’allucinazione tutta mia. Il mio obiettivo, come già anticipato, era vedere un filmetto come poteva esserlo uno “Shivers” o un “A History of Violence” ed andare a letto tutto tranquillo - non mi impressiona il gore di Cronenberg e posso, diciamo, permettermelo - ma mai mi sarei aspettato una roba del genere!
La mia testa girava. Durante i primi quindici minuti di visione ero tutto sconfinferante, non ci stavo capendo un cazzo, continuando con il film ho continuato a non capirci nulla ma forse ho dedotto che non era troppo colpa mia, ma che era volutamente così. Quindi, dopo un primo periodo di panico e blackout totale, la storia mi ha inghiottito totalmente, e tra un gesticolare molto italiano ed un connubio perfetto di risate e sconcerto eccomi a godermi questo film malatissimo. Mi son cominciato a fare questi straordinari viaggi mentali su queste straordinarie storie assurde che non mi sono mai state spiegate fino in fondo, ogni cosa aveva il suo scopo, il suo fine, la sua conclusione ultima e razionale, ma solo nella mia testa, solo con i collegamenti che io m’ero fatto in quel momento presente, e che mai potrò rivivere a pieno - mi farò ugualmente bastare il ricordo di quelle folli e bellissime sensazioni. Non sono cose che posso permettermi di scrivere qui, posso solo descrivervele oggettivamente, come fossi stato lo spettatore di me stesso.
Potrei certamente venire qui e dirvi come ho inteso il ripetersi della scena del bicchiere vetro sulla testa della donna, ma sarebbe solamente un errore. Non potrei mai, a meno che non me lo fossi scritto in quel preciso istante, ricordare un collegamento così flebile ma così dannatamente giusto per la mia soggettività di quel singolare e singolo momento, l’unica cosa che posso dirvi, da - per l’appunto - spettatore di me stesso, è che su quel finale ero soddisfattissimo, conscio - sempre all’interno di questa totale allucinazione - d’aver compiuto un viaggio giusto e coerente, in questo mondo parallelo e sensato che s’era creato.

Insomma, se non può essere una “vera” recensione di cosa parliamo? Chissà, si può parlare delle sfumature, come del fatto che l’ho visto post “Oscar 2024” e che la teoria delle rigenerazioni degli attori m’è ancora più presente nella testa, tipo quella degli attori che non invecchiano mai alla Jared Leto. Perché dico ciò? Perché mille volte in quel Peter Weller - l’attore che interpreta il protagonista - ci ho flashato Cillian Murphy, e non è possibile, ogni attore del passato ha una sua rigenerazione nel futuro, e probabilmente al mondo esiste un qualcuno che crede a questa teoria, se ci sono i sostenitori della terra piatta e dell’oroscopo... perché no. Comunque, basti pensare a James Franco, letteralmente James Dean - almeno nella mia testa da matto cospiratore.
“Pasto Nudo”, insomma, è stato per me uno 007 fuso a Lynch fuso a qualche mito nigeriano - se volete, nello specifico del popolo dei Kalabari - ove gli spiriti invece di prendere possesso delle statue lo fanno con la macchina da scrivere, generando un succoso parallelismo con l’ispirazione quasi sovrannaturale dello scrittore, in una società che lo reputa quasi posseduto nel fare la sua - “normale?” - arte, forse ingiustamente? Mi fermo, sto divagando. Credo ch’adesso ho solamente voglia di rivederlo con qualcuno, che ovviamente di questa roba non sa nulla, desidero vedere la sua faccia confusa, i suoi sguardi quando arriveremo verso la fine, voglio godermelo mentre Bill Lee recita la “barzelletta” dell’uomo con il culo parlante, con quest’ultimo che prende coscienza ed infine il possesso del corpo, buttando via l’originale “possessore”.

Spero che questo film sia piaciuto anche a voi, a me solitamente questo tipo di cinema non è particolarmente cosa gradita, ma sarà Cronenberg, sarà Burroughs... io di questo film mi sono innamorato, avrò interpretato male ed avrò fatto un surreale viaggio tutto mio? Chissà, a me non importa, l’arte è soggettiva, nessuno potrà mai dirti se la stai intrepretando bene, è un paradosso, ricordatelo sempre.
Emanuele De Santis, 18.03.2024


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