Se non vi è piaciuto “Io sono la fine del mondo” non mi dispiace
- Emanuele De Santis
- 27 gen 2025
- Tempo di lettura: 1 min
Mi sono letto un po’ di commenti su questo film, prima di scrivere questa recensione: minchia! Così schifo vi ha fatto? Non capisco.
“Io sono la fine del mondo” è un lungometraggio di Angelo Duro, un comico con un personaggio riuscitissimo e forse fastidioso all’interno d’un’Italia ancora poco organizzata alla buona comicità (vedi Ruffini, Mammucari, Enzo Salvi...).

Capisco che molte persone siano andate a vedere questo film non conoscendo il protagonista e quindi l’ideatore, ma una reazione del genere non saprei! Quest’opera m’è rimasta piacevole, dentro di me. I modi in cui è stata girata sono grossolani: la regia è orribile, ma va bene così. La sceneggiatura è meccanica ed a tratti strana, decontestualizzandola si percepisce qualche mancanza. Ma è lì che gioca il film: sulla mancanza di professionalità. Ci viene messo di fronte un personaggio totalmente anacronistico che porta ad eventi anacronistici e che ci mostra, infine, un’opera anacronistica: che tramite una comicità che io reputo straordinaria ci fa finalmente vedere una commedia diversa, con un finale diverso e privo della solita bontà che ci scassa i maroni.
Un lungometraggio leggero e poco impegnato, perché ogni tanto vedere roba del genere ci fa staccare e ci fa bene all’anima. Poi se non vi è piaciuto... leggete il titolo di questa recensione. Mood Angelo Duro.


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